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venerdì 15 aprile 2016

Credere nella magia, soffiare sogni e vederli realizzati

Tra mercoledì e giovedì si sono conclusi gli atelier della grande Fabbrica dei Libri. L'ultima tappa è stata la scuola primaria "De Amicis" di Ponticino, con due giorni di lavoro e 4 classi, ciascuna con un romanzo diverso.
Il tempo era bello e varcato il cancello blu della scuola ho incontrato un gruppo di bambini che giocavano e che vedendo la valigetta dei materiali hanno subito intuito che mi trovavo lì per l'atelier. "Come ti chiami? Vieni in classe nostra?" "Sono Ilaria, e voi che classe siete?" "Ti aspettavamo! Facciamo la quarta D!" Eccomi dunque in mezzo a questo allegro corteo che fa supposizioni sulla mia vera identità: secondo alcuni potrei essere l'aiutante del GGG, secondo altri, invece, sarei Sofia che è diventata grande.
Scortata come una regina, ho raggiunto la maestra Giulietta Pompei e il resto della classe e tutti insieme siamo entrati nel grazioso edificio scolastico: proprio nel muro davanti alla porta d'ingresso c'è un grande disegno. E' il corpo di una bambina che spalanca le braccia al mondo di Dahl.


In classe abbiamo parlato del grande gigante gentile, del suo buffo modo di parlare, del suo soffiar sogni ai bambini e della sua straordinaria, potente amicizia con Sofia. I bambini hanno individuato quell'elemento tipico della fiaba tradizionale: la profonda trasformazione dei personaggi che da uno stato di mancanza e di solitaria sofferenza, incontrandosi si legano, si contaminano e arricchiscono. Sofia possiede e dona fiducia, idee e grammatica, il GGG condivide con lei tutta la forza e il mistero del sogno. Le rispettive qualità dei due personaggi, amalgamate, rafforzano la coppia nell'agire comune, e la commistione di doti li rende capaci di condurre a compimento un'impresa, di cambiare, crescere e sentirsi gratificati. Questo, secondo la classe, è il nodo cruciale del romanzo: va a descrivere proprio la scoperta della relazione come momento di scambio di valori e aumento delle capacità. Uniti siamo più forti è il  titolo scelto per il libro fatto a mano che diventa emblema del messaggio: i bambini, unendo i loro sforzi e le loro competenze per uno scopo comune hanno raggiunto il risultato che desideravano.

Con la classe 4 D abbiamo lavorato sul romanzo Le Streghe, ragionando sul fatto che "l'apparenza inganna" e che i più piccoli devono imparare a muoversi nel mondo riconoscendo quali sono i pericoli che hanno intorno. Tra i temi riconosciuti dai bambini anche quello dell'importanza di relazioni pure, basate sul vero amore e sulla valorizzazione delle intelligenze. Nella classe questo accade davvero. La maestra Giovanna Palmieri accorda armoniosamente una classe molto numerosa e composta da bambini assai diversi. Tra loro c'è anche una bambina speciale, che interagisce con i compagni e con le insegnanti utilizzando la comunicazione aumentativa e alternativa:  i simboli e le immagini che impiega per  esprimersi sono entrati naturalmente anche nel libro fatto a mano, dando forza e arricchendo di  senso questa esperienza collettiva.

I bambini della classe 3D mi aspettavano con grande curiosità e mi hanno mostrato con entusiasmo i preziosi quaderni che contengono il lavoro svolto con la maestra Chiara Fazi dedicato a Matilde. Di questa "bambina prodigio", generosa e altruista, la classe ha amato la capacità di emanciparsi attraverso la lettura.  Il titolo scelto per la storia che hanno scritto e illustrato è, infatti, I libri cambiano la vita: dalla bella chiacchierata che abbiamo fatto insieme, è emerso con forza che Matilde è un romanzo con questo potere e che leggere è considerato davvero un modo per imparare a pensare e, quindi, per crescere.

I bambini, durante il nostro incontro, mi hanno svelato qualcosa che non sapevo e che ho trovato straordinario: il lavoro su Roald Dahl è per tutte le classi di Ponticino che hanno aderito al progetto è iniziato con una gita ad Arezzo. Destinazione: La Casa sull'Albero, per entrare in contatto con il mondo dei libri per ragazzi e acquistare di persona il romanzo che avrebbero letto.  Una bellissima idea della fiduciaria, la maestra Leonarda Li Calzi, che con la sua 2 D ha chiuso il ciclo degli atelier dedicati a Dahl nelle scuole aretine.
I bambini di questa classe hanno letto e lavorato con lei sulla storia di James e la pesca gigante. Mi hanno spiegato che il protagonista riuscirà a cambiare il proprio destino, a prima vista di solitudine e infelicità, grazie all'inattesa avventura in un mondo magico, dove scopre la forza del lavoro di squadra e il valore della diversità. E' quello che con la maestra ci siamo augurate succeda anche a loro: "quest'aula - ho suggerito - potrebbe essere la vostra pesca fantastica e in questi anni di scuola primaria potreste compiere un viaggio straordinario, come quello compiuto da James e la sua compagnia".

Tornando ad Arezzo per raggiungere le libraie della Casa sull'Albero, con cui dovevamo allestire la mostra A, B, C, Dahl che sarà inaugurata domani, pensavo che la stessa cosa vale per noi. Quello nel mondo di Dahl è stato un lungo viaggio, al quale ognuna di noi, con le proprie competenze,  ha dato un contributo fondamentale. Abbiamo creduto nella magia, abbiamo soffiato sogni e li abbiamo visti realizzarsi. A farci volare, oltre alle nostre idee, ci sono stati i fili tenuti non da gabbiani, ma dalle mani di tante maestre e bambini.
Da  domani potrete vedere il cuore del nostro lavoro, il nocciolo della nostra pesca. Bussate, alla porta. Come James, noi vi apriremo sempre e avremo grandi storie da raccontare: la nostra, quella di Dahl, quelle contenute nei suoi libri e quelle contenute nei libri fatti a mano di tantissimi bambini.
Ilaria


Il GGG è un gigante buffo, che parla in modo strano sbagliando i verbi e confondendo le parole, perché non è mai andato a scuola. Se non si studia, infatti, si rimane analfabeti. Lui imparerà a leggere e a scrivere con l'aiuto di Sofia, perché nella loro amicizia si scambiano le cose che sanno fare. Lei mette le idee, le conoscenze che ha, lui mette i sogni che cattura e che soffia nel mondo per renderlo un posto migliore. In questo rapporto sono complementari e crescono insieme, fino a salvare il destino dei popoli della terra. I sogni sono importanti perché rendono felici le persone e sviluppano la loro immaginazione; saper leggere e scrivere, impegnarsi ogni giorno, rende capaci di realizzare ciò che si vuole. 
I bambini della classe 4 D della scuola primaria di Ponticino



Le streghe è un romanzo che insegna ai bambini a scegliere con attenzione le persone di cui fidarsi: non bisogna fermarsi alle apparenze, ma conoscere bene gli altri! La storia di questo bambino trasformato in topo dimostra che tutti possono fare cose grandiose: l'importante è non mollare mai, anche nelle più grandi difficoltà. Se certe esperienze sembrano terribili, se si ha paura, si può chiedere aiuto alle persone di cui ci si fida: ad  aiutarci, infatti, ci sarà chi ci ama davvero e che ci apprezza per quello che si è.
I bambini della classe 5 D della scuola primaria di Ponticino


Matilde è una bambina speciale, come non ne abbiamo mai incontrate. Ha  dei poteri speciali, che usa in maniera altruistica, per aiutare generosamente i compagni e la maestra Dolcemiele se sono in difficoltà. Quello che la rende straordinaria è anche il fatto che impara a leggere quando è ancora piccolissima e grazie ai libri impara a cavarsela da sola, pur vivendo con dei genitori che la trascurano. Questo significa che la lettura fa crescere, fa imparare tante cose che ci renderanno più autonomi. Se si pensa alla famiglia di Matilde non si immaginerebbe che lei possa essere destinata a questo: invece i libri e la scuola le cambiano la vita.
I bambini della classe 3 D della scuola primaria di Ponticino


James e la pesca gigante insegna a noi bambini che l'unione fa la forza e che collaborando insieme agli altri, ognuno con le proprie diverse capacità, si possono risolvere problemi che da soli non riusciremmo ad affrontare. Gli animaletti che James incontra dentro la pesca cambiano la sua vita: sembrava destinato ad essere triste e solo, invece, dove meno se lo aspetterebbe, incontra gli amici che diventeranno i suoi compagni di strada e che vivranno con lui la più fantastica avventura. Quando James, alla fine, decide di scrivere il libro con la sua storia, lo fa per raccontare il significato che per tutti ha l'amicizia. Questo è il messaggio del vero autore, Roald Dahl, che dedica il libro alle sue figlie, Olivia e Tessa, perché sicuramente vuole che anche loro imparino questa cosa sin da piccole.
I bambini della classe 2 D della scuola primaria di Ponticino




giovedì 7 aprile 2016

Giovani scrittori di lettere

Stamani ho incontrato le classi 2 B e 2C della scuola secondaria di primo grado "Margaritone", che con le loro insegnanti, Sabina La Vecchia e Franca Liporace, hanno letto Boy e lo hanno approfonditamente analizzato.
In entrambe le classi, prima di trasformare il romanzo in un libro epistolare, fatto a mano, con i ragazzi abbiamo discusso a lungo. Alcuni hanno trovato il libro "divertente" e "ricco di descrizioni dettagliate, che mentre leggi fanno avere la sensazione di essere lì". Qualcun'altro ha ammesso  di preferire altri generi letterari all'autobiografia e ha rivelato di essersi sentito piuttosto distante dalle vicende di un ragazzino vissuto in un momento tanto diverso dal suo: "Certamente è un libro ben scritto, ma non mi ha preso tantissimo: preferisco libri più moderni, dove c'è più azione".
Altri, ancora, invece hanno amato di Boy proprio il fatto che è un'autobiografia di un coetaneo: "Roald Dahl, quando aveva la nostra età, aveva una vita diversa rispetto a noi. Si divertiva in altri modi, studiava in un un differente sistema scolastico e per spostarsi da un posto all'altro impiegava tempi lunghissimi, che oggi neanche immaginiamo. Questo è interessante: noi abbiamo cellulari, internet e tutto pronto, a portata di mano e il libro ci insegna che niente è così scontato e che anche nelle piccole cose c'è qualcosa di speciale". 
Visto che il laboratorio proponeva la stesura di una lettera immaginando di essere il giovane Dahl e raccontando episodi vissuti da lui, abbiamo parlato anche di scrittura epistolare. Naturalmente i ragazzi hanno subito detto che questa forma di comunicazione è superata, che appartiene a un mondo lontano, troppo lento. Eppure, nello stilare una lettera ciascuno,  tutti si sono impegnati e appassionati tantissimo. Si può  scrivere su whatsapp, dunque, ma si può riscoprire il fascino della busta chiusa che contiene parole scritte a mano, sperimentando un incontro con se stessi e con la propria intimità.
La fatica è premiata: sono state scritte, illustrate, imbustate, affrancate e rilegate due enormi raccolte di lettere. Sono ricche di vicende, personaggi, luoghi ed emozioni che, dopo Dahl, hanno conosciuto, rivissuto e saputo raccontare anche questi ragazzi.


I titoli scelti dimostrano che di Dahl sono stati colti almeno due aspetti importanti: Nostalgia di casa pone l'accento sul forte rapporto di Dahl con la madre e A chi scriverò la prossima lettera? rivela il suo amore per i rapporti epistolari, intrecciati con lei ma anche con i figli, gli amici e persino i suoi lettori.


Uno dei ragazzi ha detto: "Il libro raccoglie le cose che hanno segnato la vita dell'autore quando era ragazzo.  E non ci sono solo i fatti avvenuti, ma soprattutto come lui li ha vissuti dal punto di vista emotivo".  Vero! E le lettere di questi studenti, scritte immedesimandosi in un ragazzo molto diverso da loro  e indirizzate a destinatari sconosciuti (e quindi  immaginari), hanno comportato lo sforzo di fare contatto con se stessi per esplorare e fermare su carta le intermittenze di un sentire universale.
Con questi atelier abbiamo voluto proporre ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado di ampliare le possibilità e i significati dei  loro moderni e inquieti processi creativi. Non vogliamo demonizzare i loro strumenti di comunicazione virtuale, ma stimolarli a non escluderne altri a priori, proponendo nuove alleanze con la scrittura nelle sue diverse forme e accompagnandoli a immaginare che essa, anche seguendo schemi tradizionali, possa costituire un orizzonte desiderabile.
Ilaria

Matilde: poesie e prosa per scegliere la libertà

Alla scuola primaria Masaccio sono terminati gli atelier della Grande Fabbrica dei Libri. 
In 3 A i bambini mi hanno accolto con entusiasmo e mi hanno subito mostrato i loro quaderni: in attesa di incontrarmi, ognuno di loro ha raccontato tutto il lavoro svolto in classe con la maestra Giovanna Iozzelli: la lettura ad alta voce, i riassunti dei vari capitoli corredati da illustrazioni per memorizzare  la trama, la scrittura del testo e la trepidante attesa per l'appuntamento dedicato alla realizzazione del libro fatto a mano.
Il loro lavoro contiene anche due brevi componimenti poetici. In apertura un delizioso limerick:

C’era una bambina d’Inghilterra
piccola piccola, quasi rasoterra;
l’aveva creata uno scrittore gigante
alto tanto quanto un elefante
quell’intelligente bambina d’Inghilterra.

Nell'ultima pagina, invece, un saluto a Matilde e l'immagine del suo futuro radioso con la maestra Dolcemiele: 

Un saluto dai tuoi lettori
Addio Matilde, accanita lettrice,
con la Dolcemiele tu vivrai felice
e leggendo un bel  libro tutte e due
riderete a crepapelle della Spezzindue!

Con i bambini della 3 D abbiamo parlato dei diritti dei bambini e dell'importanza di adulti di riferimento nelle loro vite. Tra le figure principali è  stata indicata proprio quella della maestra, che accompagna nella crescita e mostra la strada verso "la libertà di scegliere", il cammino per conquistare, pian piano, l'indipendenza necessaria quando si diventerà grandi. La loro insegnante, Valentina Badiali, fa proprio questo: io l'ho notato e lo sanno benissimo anche i bambini: "La nostra maestra ci insegna un sacco di cose nuove ed è anche meglio della signorina Dolcemiele!"

Ilaria


Matilde è una bambina speciale: intelligentissima e con poteri fantastici che usa per aiutare gli altri. Il libro è un misto di elementi realistici e fantastici e anche di emozioni brutte e belle. All'inizio la storia è drammatica, in alcuni momenti malinconica, ma fa anche ridere: gli scherzi che Matilde escogita sono divertentissimi e la cosa importante è che lei li fa non perché è bulla, ma perché vuol mettere a posto le cose, risolvere i problemi e riportare la giustizia nelle situazioni. Roald Dahl, con questo romanzo, ci insegna che volere è potere, che se ci si impegna nelle cose può succedere quello che noi desideriamo.
I bambini della classe 3 A della scuola primaria "Masaccio"



Questo libro ci ha fatto vivere moltissime emozioni: tristezza, gioia, paura, stupore, rabbia e commozione. Matilde è una bambina speciale, non solo perché ha poteri straordinari, ma anche perché è coraggiosa. Suo fratello, invece, è diverso da lei: è come se si fosse adattato alla cattiveria dei suoi genitori. La storia  aiuta i bambini ad essere coraggiosi quando hanno paura e quando si trovano a vivere momenti difficili. Inoltre ci insegna che leggere è importantissimo: fa imparare cose nuove, fa emozionare e sviluppa l'immaginazione.
I bambini della classe 3 D della scuola primaria "Masaccio"

lunedì 4 aprile 2016

Seguire uno dei fili della trama per inventarne una nuova

Stamani La Grande Fabbrica dei Libri è arrivata a Bibbiena, dove ho incontrato i bambini della 4 A e 4 B e la loro maestra, Gemma Vigiani. Entrambe le classi hanno letto Le Streghe ma per i loro libri fatti a mano hanno ideato storie molto diverse.

Gli alunni della prima classe, nella loro riscrittura, riferiscono di non aver mai conosciuto una strega direttamente, ma di aver letto la storia di un bambino che invece "ha avuto più di un incontro ravvicinato con le vere streghe". Poiché questa esperienza ha costituito per lui una svolta nella vita, spiegano di volerla a loro volta raccontare.

Nella seconda classe, la scelta è stata invece quella di narrare la vicenda dal punto di vista della Strega Suprema che, in prima persona, presenta se stessa e le sue compari, palesa le sue malefatte ai danni dei bambini e se ne compiace ("sono fiera di me, sono molto creativa") e rivela nei dettagli la sua ultima impresa, miseramente fallita. Si rende conto, ricostruendo i fatti, che probabilmente il bambino che lei stessa aveva trasformato in topo, ha rubato la pozione e ha reso lei e le altre streghe vittime dei loro stessi malefici, cambiando anche il loro aspetto in quello di tanti roditori. "Mi sembra - riflette quando ormai non c'è più niente da fare - di dover dare ragione a quella vecchia morale delle favole: chi la fa l'aspetti, oppure al proverbio chi di spada ferisce di spada perisce..."
Stesso materiale di partenza, dunque, ma storie nuove che della trama seguono fili distinti, riannodando parole e intrecciando destini a partire da punti di vista differenti, illuminando sguardi opposti e complementari.
Ilaria


Le streghe è un  romanzo emozionante e leggendolo si provano tristezza, paura, ma anche allegria e divertimento. è una storia avventurosa e piena di suspance. Con la maestra avevamo deciso di leggerlo in classe ad alta voce: le avevamo promesso che non saremmo andati avanti da soli, per ripartire sempre dallo stesso punto, insieme. Però a casa ci prendeva la tentazione, perché eravamo curiosi di sapere cosa sarebbe successo. Qualcuno, perciò, ha dato una sbirciatina...
Roald Dahl con questo libro ci ha insegnato che è importante accettarsi per quello che si è: quello che conta è l'amore che ci lega alle persone. Tra il bambino e la nonna succede proprio così: loro due sono thug life, cioè ottengono quello che vogliono superando gli ostacoli, e insieme salvano tutti i bambini del mondo.
I bambini della classe 4 A della scuola primaria "L. Gori" di Bibbiena


Il romanzo che abbiamo letto è spaventoso e divertente allo stesso tempo e questo ti tiene incollato alle pagine. A rendere piacevole la lettura c'è anche il fatto che Roald Dahl ha un linguaggio particolare: non solo fa esprimere la Strega Suprema in modo bizzarro, ma usa pure parole-risatina [il termine è coniato dagli alunni!], cioè che piacciono ai bambini perché li fanno ridere. Ma anche se è così buffo, il libro insegna cose importanti, per esempio che bisogna accettarsi per quello che siamo: non conta l'aspetto che abbiamo ma il fatto di avere qualcuno che ci vuole bene. Il bambino topo, così picolo com'è, grazie al suo rapporto con la nonna riesce a salvare il mondo e quindi a dare un lieto fine alla storia. C'è solo una cosa che nel libro manca: avremmo volto sapere come si chiama il protagonista.
I bambini della classe 4 B della scuola primaria "L. Gori" di Bibbiena

venerdì 1 aprile 2016

Sorprese tra le pagine, sorprese tra i banchi


Ieri ho trascorso un’intera giornata alla scuola primaria Sante Tani, con gli atelier della Grande Fabbrica dei Libri nelle ultime tre classi di questo plesso: siamo, infatti, sempre più vicini alla chiusura del progetto e così, mentre io incontravo i bambini, la libraia Barbara andava di scuola in scuola e di classe in classe, consegnando le brochure della rassegna di eventi che chiuderanno questo lungo progetto.


In 5 B, dopo un momento iniziale di timidezza, i babberottoli mi hanno raccontato di aver amato il GGG soprattutto per il suo buffo modo di parlare e in effetti, nel testo che hanno riscritto per il loro libro fatto a mano, hanno usato molti dei termini del vocabolario del gigante. La classe ha sottolineato che la riflessione sul linguaggio stimolata da Dahl costituisce proprio uno dei punti di forza del romanzo, perché incoraggia chi ha difficoltà a scuola a impegnarsi a migliorare per raggiungere gli obiettivi desiderati.  Un altro messaggio individuato dalla classe è che “l’unione che fa la forza” e che i legami di amicizia e di fiducia, insieme ai sogni e alla speranza, possono trasformare le paure e le difficoltà in occasioni per costruire un mondo migliore.  Non a caso, il titolo scelto per il libro fatto a mano è L’amicizia e il coraggio salvano il mondo e in copertina appare un gigante che tiene, in una sola mano, il globo terrestre e la sua amica Sofia: la descrizione perfetta del ponte che Dahl sa creare tra magico e reale.


In 3 A, i bambini hanno lavorato su Matilde con la maestra di italiano, Barbara Peruzzi, e quella di inglese, matematica e scienze e immagine, Lucia Magiotti.

Il testo scritto dai bambini per il libro fatto a mano rivela un accurato lavoro sui personaggi, che sono tratteggiati in maniera dettagliata con una ricerca scrupolosa di aggettivi circostanziati. La descrizione di Matilde - presentata come una “bambina bella, forte, matematica, furba, studiosa, gentile, generosa, sensibile, agile, pensante, educata” - è già di per sé un piccolo capolavoro e riassume alla perfezione l’essenza e la storia della protagonista. Il libro contiene anche i luoghi delle vicende, l’elenco delle “strane regole di casa Dalverme” e fumetti incisivi che esprimono la qualità della relazione che intercorre tra i personaggi. Il testo, oltre a raccontare la storia, suggerisce al lettore alcuni irrinunciabili messaggi-chiave: “In tutte le cose più ci si esercita e più si diventa bravi!”, “Con la forza di volontà si compiono miracoli!”, “Quando ci si confida, ci si sente più leggeri”.

Ma c’è un’altra particolarità: il libro realizzato dai bambini si intitola A short story about Matilde e si presenta come un’edizione Bignami del romanzo, italiano-inglese.  Questa originale versione riesce, infatti, a condensare in forma chiara, lineare e sistematica tutti, ma proprio tutti, i contenuti dell’originale di Dahl: il libro dei bambini è in italiano, ma con la traduzione in inglese di una serie di parole chiave, inserite tra le pagine in armonioso dialogo con le illustrazioni.

Alle 12,30 i bambini e la maestra Barbara mi hanno portato alla mensa della scuola e dopo aver generosamente condiviso con me un pranzo allegro, è stata la volta dell’ultimo atelier, dedicato a James e la pesca gigante


La 2 C ha lavorato su Dahl con la maestra Rossella Menichetti: è una classe piccola, di solo 13 bambini, molto diversi tra loro, animati da grandi fuochi, da scintille dal ritmo potente che riempiono corpi, bocche, occhi e pensieri. Nel testo che hanno scritto, James diventa “il capitano” di un grande frutto che cambia nome secondo l’ambiente naturale che attraversa a causa dei diversi imprevisti: “nave pesca” quando rotola nell’oceano Atlantico e “pesca mongolfiera”, quando viene ingegnosamente legata al collo dei 502 gabbiani che la alzano in volo.


Quando sono arrivata a casa, ho voluto subito leggere i preziosi appunti che la maestra Barbara Peruzzi ha fotocopiato per me: sono i numerosi, strepitosi pensieri dei bambini della sua classe su questa esperienza di lettura collettiva di Matilde. Voglio condividere alcune delle stupefacenti reazioni che hanno avuto i bambini nell’aprire il libro appena comprato, quando la maestra ha proposto di toccare e annusare le pagine: “Se lo prendo tra le mani e chiudo gli occhi, è liscio come dei capelli e profuma”; “se lo sfoglio velocemente sento che fa un vento leggero e se lo annuso sento puzza di legno”; “è liscio come un banco, profuma come quercia ed è leggero come una piuma. Se lo passo fra le dita fa il rumore di un picchio”; “i fogli sono ruvidi, è come un cestino vuoto e profuma di corteccia”; “è come un ventaglio ed è molto leggero”; “il suo odore è come il profumo del mio babbo ed è liscio come il nasino piccolo della mia sorellina; “se sfoglio le pagine sento il vento e il fruscio di un serpente in un prato”; “è liscio come il pavimento e leggero come una piuma”; “toccandolo ad occhi chiusi sento che è ruvido come un albero e profumato come un fiore”.  


Mi piace tanto leggere ciò che scrivono i bambini, osservarli mentre disegnano, gustarmi quello che sono, entrare negli scenari prodotti dalla loro immaginazione ed entrare in contatto con loro, collegandomi il più possibile alle loro idee, ai loro pensieri, alle loro letture e, quando possibile, alle loro esperienze e storie di vita. 




Infine, cara, piccola, irrequietissima Z., grazie per la collana che mi hai regalato. La conserverò con amore e ogni volta che la guarderò, penserò a te e alle tracce che hai lasciato sulla superficie della tua tavola. Incontrare i bambini, conoscere te, significa espandere il mio modo di pensare e moltiplicare i miei punti di vista, cercando di dimenticare definizioni oggettive e provando a costruire relazioni di senso. Grazie!


Ilaria




Il GGG è un romanzo divertente, emozionante e avventuroso. La storia che abbiamo letto parla dell’amicizia tra una bambina e un gigante, che riescono a conoscersi perché la protagonista non si ferma all’apparenza e non si basa sul pregiudizio.

Il linguaggio di questo gigante, che parla in modo non corretto perché non è andato a scuola, fa ridere, ma ci fa anche capire il valore che ha saper leggere e scrivere. Il fatto che poi lui, aiutato dalla piccola Sofia, riesca ad imparare ad esprimersi fino a diventare uno scrittore, ci insegna che si può sempre migliorare e che è importante darsi degli obiettivi e provare a raggiungerli. Il libro stimola i bambini a sviluppare e conservare la capacità di sognare: sviluppando la fantasia, infatti, potranno essere più felici e, sognando in grande, potranno fare cose importanti per il futuro del mondo. 

I bambini della classe 5 B della scuola primaria Sante Tani




Matilde ci ha fatto provare tantissime emozioni e sensazioni: tristezza, rabbia, delusione, desiderio di vendetta, sorpresa, anche allegria. Ci ha ricordato che I bambini hanno bisogni e diritti e che devono essere trattati in modo giusto e con rispetto anche se sono piccolo. Roald Dahl con questo romanzo, ci vuol dire che la lettura aiuta a crescere, ad avere pensieri profondi ed esprimerli con le parole giuste e a sviluppare la nostra capacità di immaginazione. Leggendo Matilde abbiamo imparato che è importante essere altruisti, confidarsi con le persone di cui ci si fida e avere tanta forza di volontà, perché impegnandosi si può davvero ottenere tutto.

I bambini della classe 3 A della scuola primaria Sante Tani



James e la pesca gigante è un romanzo che contiene qualcosa di magico e che parla di amicizia e di avventura. Nel suo viaggio, che è un viaggio proprio verso la costruzione di amicizie, James riesce a raggiungere la sua destinazione grazie alla collaborazione di ognuno dei piccoli animali che sono con lui dentro la pesca: lo aiutano la luce della lucciola, i fili della signorina Ragno e del Baco, i denti del Millepiedi e il canto della Cavalletta. Grazie a loro James potrà diventare famoso per le sue imprese, scrivere un libro che parla delle sue avventure, trovare tanti amici e, insomma, cambiare vita. Non sarà più triste come era diventato per la morte dei genitori e i maltrattamenti delle due zie.

I bambini della classe 2 C della scuola primaria Sante Tani