martedì 19 aprile 2016

C come Cioccolato



Alla lettera C della nostra mostra abbiamo scelto di raccontare l’amore di Roald Dahl per il cioccolato, un amore  che ha radici lontane. In Boy, la sua autobiografia, Dahl racconta diversi episodi che hanno per protagonisti cioccolato e dolciumi.
Dai 7 ai 9 anni Dahl frequentò la scuola della Cattedrale di Llandaff e non vedeva l’ora di uscire da scuola per passare del negozio di dolci assieme ai suoi compagni. Stringhe di liquirizia, succhia sorbetto, frizza tonsille erano servite  dall’ orribile proprietaria, la signora Pratchett, una sporcella disgustosa e per di più avara. Roald e i suoi amici per vendicarsi architettarono il famoso complotto del topo. Infilarono dentro uno dei barattoli di caramelle, un topo morto. La signora Pratchett si spaventò moltissimo. Andò a lamentarsi dal preside della scuola, Mister Coombes, che per punire i bambini li prese a bacchettate nella schiena.

Quando da più grande frequentò Repton, fece l’assaggiatore per la grande fabbrica di cioccolato di Cadbury’s. In una scatola di cartone grigio arrivavano 12 tavolette e Dahl e i suoi compagni dovevano dare il loro giudizio sulle nuove creazioni della fabbrica.

Donald Sturrock, nella biografia dedicata a Dahl, ci racconta che Dahl, concludeva le cene a Gipsy House, offrendo ai suoi ospiti, Kit kat e Mars che custodiva in una scatolina rossa di plastica.

Alla sua passione dedicò un intero romanzo, La fabbrica di cioccolato che ha contribuito a renderlo noto al grande pubblico.



Elena, Anna, Barbara

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato



Questa mattina al Cinema Eden abbiamo iniziato le matinèes dedicate alle trasposizioni cinematografiche dei romanzi di Roald Dahl. Primo appuntamento dedicato a Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato di Mel Stuart, 1971, con Gene Wilder nel ruolo di Wonka.
Erano circa 140 i bambini che al termine della proiezione sono usciti dal cinema cantando la canzone degli Oompa Loompa. I bambini non conoscevano il film, la maggior parte di loro aveva visto la versione di Tim Burton, siamo quindi contente di avergli fatto conoscere qualcosa di sconosciuto. Vederlo assieme a così tanti bambini è stata un’emozione nuova anche per noi.


La fabbrica di cioccolato è uno dei romanzi che ha contribuito a far conoscere Dahl al grande pubblico, anche il film ha dato il suo importante contributo.
Pochi sanno che il film si ritrovò al centro di una spiacevole controversia. Quando, all’inizio degli anni ’70, trapelò la notizia della sua realizzazione, il produttore David Walper ricevette una lettera dalla NAACP, Associazione nazionale per la promozione delle persone di colore, che si opponeva alla realizzazione del film, sostenendo che il libro fosse fondamentalmente razzista. Ciò era dovuto al fatto che gli operai della fabbrica di Willy Wonka erano dei pigmei africani. Per Dahl lo shock fu fortissimo. Non dimentichiamo che negli Stati Uniti era il momento di culmine del movimento delle Pantere nere e Martin Luther King era appena stato assassinato. Le pressioni furono grosse ed intransigenti e Roald accetto di trasformare gli Oompa Loompa in nani dalla pelle arancione e dai capelli verdi e di modificare il titolo del film in Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato.

Roald Dahl durante le riprese del film assieme agli attori che impersonarono gli Oompa Loompa 

A Dahl la pellicola non piacque mai, la giudicava schifosa: non gli piaceva la colonna sonora, tanto meno il regista Mel Stuart, non apprezzò le modifiche apportate dal copione dallo sceneggiatore David Seltzer e nutriva delle riserve anche sull'interpretazione di Gene Wilder. Lui avrebbe preferito Spike Milligan o Peter Sellers.
La proiezione di questa mattina ci ha fatto fare un tuffo nella nostra infanzia, ci ha ricordato le dolci atmosfere delle vacanze natalizie accoccolati a mamma e papà, sognando di ereditare anche noi una fabbrica come quella di Willy Wonka.

Elena, Anna, Barbara

domenica 17 aprile 2016

Parole, immagini, visioni per raccontare il mondo magico di Roald Dahl


Ieri mattina nella Sala dei Grandi della Provincia abbiamo dato il via all’omaggio aretino a Roald Dahl. Siamo partite da lontano ed abbiamo raccontato quando e come è nata l’idea del nostro progetto. Siamo riuscite a coinvolgere più di 50 classi, oltre 1200 gli studenti che si sono cimentati nella lettura dei libri dell’autore e negli atelier creativi a cura di Ilaria. Rosella Puzzuoli, la Dirigente dell’Istituto Comprensivo IV Novembre, ha speso delle parole bellissime sul nostro progetto, sul significato dei sogni e sull’importanza di coltivarli nell’ambito educativo della scuola. Anna Lapini, presidente di IFE, comitato dell’imprenditoria femminile della Camera di Commercio ed Ilaria Gradassi hanno introdotto la proiezione del video documentario Ad occhi aperti, una riflessione sul tema dell’imprenditoria (con particolare attenzione a quella femminile) come realizzazione di grandi sogni. Il video raccoglie le testimonianze di Marco Sanarelli (Melys), Giovanni Basagni (Miniconf), Elena Bertini (Azienda Agricola Bertini Elena) Enrica Romani (Agriturismo Badia Ficarolo) e Franca Rizzo (Immedia) del comitato IFE della Camera di Commercio. Roald Dahl aveva scelto di soffiare sogni meravigliosi nelle vite dei bambini attraverso la scrittura, ma l’idea alla base di Ad occhi aperti è che i bambini e i ragazzi possano essere stimolati a sognare in grande anche ispirati da storie di vita di uomini e donne che non hanno avuto paura di provare a realizzare le proprie aspirazioni. I personaggi di Dahl sono spesso bambini che, pur nella difficoltà, sanno trovare la forza e le soluzioni creative per realizzarsi, come nei libri del suo maestro Dickens.
Creatività, intraprendenza e coraggio sono proprio le doti che caratterizzano gli imprenditori di successo, in particolare le donne. Dopo gli interventi di Marco Sanarelli ed Elena Bertini, Barbara Peruzzi, la nostra valorosa maestra della scuola primaria Sante Tani, ha chiuso l’incontro raccontandoci la sua esperienza di lavoro in classe a partire dalla lettura delle storie di Dahl.

Ci siamo, poi tutti spostati a Palazzo Chianini Vincenzi, dove ci attendevano altri amici per inaugurare ufficialmente la mostra A, B, C, DAHL!  Per ogni lettera dell’alfabeto un oggetto, un’immagine, un libro significativi ed evocativi, per avvicinarci alla poetica di uno dei giganti della letteratura per ragazzi. All’interno della mostra grande emozione ha suscitato la visione della stanza dedicata alla lettera L come La grande fabbrica dei libri. Da lettori ad autori, esposizione dei libri fatti a mano realizzati dai bambini e dai ragazzi delle scuole coinvolte nel progetto, oltre che alla lettera D di Diario di volo. Parole e immagini per raccontare e raccontarsi, esposizione dei materiali realizzati nell’ambito degli atelier svolti a Casa Thevenin.
 


Naturalmente, non serve nemmeno dirlo, la stanza preferita dei bambini è quella alla lettera G, come la caverna del GGG.
 

Diceva Roald Dahl “Se riesci a far innamorare i bambini di un libro, o due, o tre, cominceranno a pensare che leggere è un divertimento. Così, forse, da grandi diventeranno dei lettori. E leggere è uno dei piaceri e uno degli strumenti più grandi della nostra vita”. Riscoprendo questo grande autore abbiamo  voluto offrire alla città di Arezzo un’occasione di riflessione sull’importanza della lettura e della promozione di iniziative culturali rivolte all’infanzia e siamo davvero felici di aver brindato al terzo anno di attività della libreria sotto l’egida del grande gigante soffia sogni.


Ieri pomeriggio la mostra è stata visitata dai ragazzi del nostro Circolo dei lettori e dalle maestre e dai bambini della scuola primaria Chimera. Ci attende una settimana impegnativa, ma non vediamo l’ora di accogliere le classi alla mostra, al cinema ed a teatro e continuare a soffiare assieme!!

Elena, Anna, Barbara, Ilaria




 

venerdì 15 aprile 2016

Credere nella magia, soffiare sogni e vederli realizzati

Tra mercoledì e giovedì si sono conclusi gli atelier della grande Fabbrica dei Libri. L'ultima tappa è stata la scuola primaria "De Amicis" di Ponticino, con due giorni di lavoro e 4 classi, ciascuna con un romanzo diverso.
Il tempo era bello e varcato il cancello blu della scuola ho incontrato un gruppo di bambini che giocavano e che vedendo la valigetta dei materiali hanno subito intuito che mi trovavo lì per l'atelier. "Come ti chiami? Vieni in classe nostra?" "Sono Ilaria, e voi che classe siete?" "Ti aspettavamo! Facciamo la quarta D!" Eccomi dunque in mezzo a questo allegro corteo che fa supposizioni sulla mia vera identità: secondo alcuni potrei essere l'aiutante del GGG, secondo altri, invece, sarei Sofia che è diventata grande.
Scortata come una regina, ho raggiunto la maestra Giulietta Pompei e il resto della classe e tutti insieme siamo entrati nel grazioso edificio scolastico: proprio nel muro davanti alla porta d'ingresso c'è un grande disegno. E' il corpo di una bambina che spalanca le braccia al mondo di Dahl.


In classe abbiamo parlato del grande gigante gentile, del suo buffo modo di parlare, del suo soffiar sogni ai bambini e della sua straordinaria, potente amicizia con Sofia. I bambini hanno individuato quell'elemento tipico della fiaba tradizionale: la profonda trasformazione dei personaggi che da uno stato di mancanza e di solitaria sofferenza, incontrandosi si legano, si contaminano e arricchiscono. Sofia possiede e dona fiducia, idee e grammatica, il GGG condivide con lei tutta la forza e il mistero del sogno. Le rispettive qualità dei due personaggi, amalgamate, rafforzano la coppia nell'agire comune, e la commistione di doti li rende capaci di condurre a compimento un'impresa, di cambiare, crescere e sentirsi gratificati. Questo, secondo la classe, è il nodo cruciale del romanzo: va a descrivere proprio la scoperta della relazione come momento di scambio di valori e aumento delle capacità. Uniti siamo più forti è il  titolo scelto per il libro fatto a mano che diventa emblema del messaggio: i bambini, unendo i loro sforzi e le loro competenze per uno scopo comune hanno raggiunto il risultato che desideravano.

Con la classe 4 D abbiamo lavorato sul romanzo Le Streghe, ragionando sul fatto che "l'apparenza inganna" e che i più piccoli devono imparare a muoversi nel mondo riconoscendo quali sono i pericoli che hanno intorno. Tra i temi riconosciuti dai bambini anche quello dell'importanza di relazioni pure, basate sul vero amore e sulla valorizzazione delle intelligenze. Nella classe questo accade davvero. La maestra Giovanna Palmieri accorda armoniosamente una classe molto numerosa e composta da bambini assai diversi. Tra loro c'è anche una bambina speciale, che interagisce con i compagni e con le insegnanti utilizzando la comunicazione aumentativa e alternativa:  i simboli e le immagini che impiega per  esprimersi sono entrati naturalmente anche nel libro fatto a mano, dando forza e arricchendo di  senso questa esperienza collettiva.

I bambini della classe 3D mi aspettavano con grande curiosità e mi hanno mostrato con entusiasmo i preziosi quaderni che contengono il lavoro svolto con la maestra Chiara Fazi dedicato a Matilde. Di questa "bambina prodigio", generosa e altruista, la classe ha amato la capacità di emanciparsi attraverso la lettura.  Il titolo scelto per la storia che hanno scritto e illustrato è, infatti, I libri cambiano la vita: dalla bella chiacchierata che abbiamo fatto insieme, è emerso con forza che Matilde è un romanzo con questo potere e che leggere è considerato davvero un modo per imparare a pensare e, quindi, per crescere.

I bambini, durante il nostro incontro, mi hanno svelato qualcosa che non sapevo e che ho trovato straordinario: il lavoro su Roald Dahl è per tutte le classi di Ponticino che hanno aderito al progetto è iniziato con una gita ad Arezzo. Destinazione: La Casa sull'Albero, per entrare in contatto con il mondo dei libri per ragazzi e acquistare di persona il romanzo che avrebbero letto.  Una bellissima idea della fiduciaria, la maestra Leonarda Li Calzi, che con la sua 2 D ha chiuso il ciclo degli atelier dedicati a Dahl nelle scuole aretine.
I bambini di questa classe hanno letto e lavorato con lei sulla storia di James e la pesca gigante. Mi hanno spiegato che il protagonista riuscirà a cambiare il proprio destino, a prima vista di solitudine e infelicità, grazie all'inattesa avventura in un mondo magico, dove scopre la forza del lavoro di squadra e il valore della diversità. E' quello che con la maestra ci siamo augurate succeda anche a loro: "quest'aula - ho suggerito - potrebbe essere la vostra pesca fantastica e in questi anni di scuola primaria potreste compiere un viaggio straordinario, come quello compiuto da James e la sua compagnia".

Tornando ad Arezzo per raggiungere le libraie della Casa sull'Albero, con cui dovevamo allestire la mostra A, B, C, Dahl che sarà inaugurata domani, pensavo che la stessa cosa vale per noi. Quello nel mondo di Dahl è stato un lungo viaggio, al quale ognuna di noi, con le proprie competenze,  ha dato un contributo fondamentale. Abbiamo creduto nella magia, abbiamo soffiato sogni e li abbiamo visti realizzarsi. A farci volare, oltre alle nostre idee, ci sono stati i fili tenuti non da gabbiani, ma dalle mani di tante maestre e bambini.
Da  domani potrete vedere il cuore del nostro lavoro, il nocciolo della nostra pesca. Bussate, alla porta. Come James, noi vi apriremo sempre e avremo grandi storie da raccontare: la nostra, quella di Dahl, quelle contenute nei suoi libri e quelle contenute nei libri fatti a mano di tantissimi bambini.
Ilaria


Il GGG è un gigante buffo, che parla in modo strano sbagliando i verbi e confondendo le parole, perché non è mai andato a scuola. Se non si studia, infatti, si rimane analfabeti. Lui imparerà a leggere e a scrivere con l'aiuto di Sofia, perché nella loro amicizia si scambiano le cose che sanno fare. Lei mette le idee, le conoscenze che ha, lui mette i sogni che cattura e che soffia nel mondo per renderlo un posto migliore. In questo rapporto sono complementari e crescono insieme, fino a salvare il destino dei popoli della terra. I sogni sono importanti perché rendono felici le persone e sviluppano la loro immaginazione; saper leggere e scrivere, impegnarsi ogni giorno, rende capaci di realizzare ciò che si vuole. 
I bambini della classe 4 D della scuola primaria di Ponticino



Le streghe è un romanzo che insegna ai bambini a scegliere con attenzione le persone di cui fidarsi: non bisogna fermarsi alle apparenze, ma conoscere bene gli altri! La storia di questo bambino trasformato in topo dimostra che tutti possono fare cose grandiose: l'importante è non mollare mai, anche nelle più grandi difficoltà. Se certe esperienze sembrano terribili, se si ha paura, si può chiedere aiuto alle persone di cui ci si fida: ad  aiutarci, infatti, ci sarà chi ci ama davvero e che ci apprezza per quello che si è.
I bambini della classe 5 D della scuola primaria di Ponticino


Matilde è una bambina speciale, come non ne abbiamo mai incontrate. Ha  dei poteri speciali, che usa in maniera altruistica, per aiutare generosamente i compagni e la maestra Dolcemiele se sono in difficoltà. Quello che la rende straordinaria è anche il fatto che impara a leggere quando è ancora piccolissima e grazie ai libri impara a cavarsela da sola, pur vivendo con dei genitori che la trascurano. Questo significa che la lettura fa crescere, fa imparare tante cose che ci renderanno più autonomi. Se si pensa alla famiglia di Matilde non si immaginerebbe che lei possa essere destinata a questo: invece i libri e la scuola le cambiano la vita.
I bambini della classe 3 D della scuola primaria di Ponticino


James e la pesca gigante insegna a noi bambini che l'unione fa la forza e che collaborando insieme agli altri, ognuno con le proprie diverse capacità, si possono risolvere problemi che da soli non riusciremmo ad affrontare. Gli animaletti che James incontra dentro la pesca cambiano la sua vita: sembrava destinato ad essere triste e solo, invece, dove meno se lo aspetterebbe, incontra gli amici che diventeranno i suoi compagni di strada e che vivranno con lui la più fantastica avventura. Quando James, alla fine, decide di scrivere il libro con la sua storia, lo fa per raccontare il significato che per tutti ha l'amicizia. Questo è il messaggio del vero autore, Roald Dahl, che dedica il libro alle sue figlie, Olivia e Tessa, perché sicuramente vuole che anche loro imparino questa cosa sin da piccole.
I bambini della classe 2 D della scuola primaria di Ponticino